Quota Associativa vs Contributo Associativo. Qual è la differenza?

Quota o contributo? Sicuri di conoscere la differenza?

Hai appena costituito la tua nuova associazione; sei fresco, carico e pieno di energie; è il momento di iniziare a iscrivere nuovi soci, tutte persone che parteciperanno e sosterranno il tuo progetto associativo.

Ma sei sicuro di sapere bene cosa fare? Ad esempio, sai cosa dovranno pagare i tuoi associati e come gestire il pagamento?

Oggi parliamo di quota associativa e di contributo associativo (con un piccolo accenno al concetto di tesseramento). Così non avrai più scuse.

COS’É la QUOTA ASSOCIATIVA ANNUALE?

Se hai letto lo Statuto della tua associazione – l’hai letto vero!? Sappi che chi utilizza il servizio di Associare.it non può rispondere no a questa domanda: te lo leggiamo e spieghiamo noi, articolo per articolo – Se hai letto lo Statuto, dicevamo, saprai che i soci hanno diversi obblighi da rispettare, oltre a diversi diritti. Tra questi, il primo e più importante è il versamento della quota associativa annuale stabilita, solitamente dal consiglio direttivo. In pratica ogni anno il consiglio direttivo si riunisce e stabilisce quale cifra i soci dovranno pagare per essere in regola e poter partecipare alle attività associative e godere del diritto di voto, se maggiorenni. Questa cifra è la quota associativa.

L’unica entrata che, a meno di ancestrali castronerie, nessuno potrà mai considerare fiscalmente rilevante, ovvero non vi potranno mai chiedere di pagarci sopra le tasse. Sempre che, abbiamo detto, non facciate errori grossolani.

Quali, ad esempio? Vediamo.

Se diamo la tessera immediatamente, senza alcuna formalità, possiamo incorrere in gravi problemi

Tesseramento Immediato

Il più classico degli errori. L’aspirante socio arriva, compila la domanda e, versata la quota, ottiene la tessera. Tempo dell’operazione: 5 minuti, se compila la domanda per intero.

Controllate lo statuto e vedrete che quasi certamente il socio, per essere ammesso, deve essere accettato dal Consiglio Direttivo. Se saltate questo passaggio la quota associativa diventa un biglietto di ingresso e chiaramente questo crea diversi problemi.

Come ovviare a questo problema? Ci sono diversi modi, vediamo qualche possibilità:

  1. Se sapete che il tal giorno è probabile che ci siano diverse richieste di iscrizione convocate per quella stessa giornata il consiglio direttivo, o fate in modo che ci siano tutti i membri, e valutate le domande in tempo reale. L’aspirante socio dovrà attendere qualche minuto in più, ma voi avrete agito per il meglio e nessuno avrà problemi
  2. Attivate procedure di tesseramento online. Tramite il sito dell’associazione, o tramite delle applicazioni gratuite online, create un modulo di iscrizione in modo che il signor Rossi possa presentare la propria domanda prima di presentarsi fisicamente. In quel lasso di tempo voi avrete la possibilità di valutare la domanda
  3. Distribuite e ritirate i moduli cartacei prima. Non è una soluzione valida per tutti, ma si adatta a diverse situazioni. Se il pubblico di riferimento è composto da bambini – scuola di karate, o di danza – può essere una buona idea appoggiarvi presso le scuole della vostra zona, lasciando lì informative e moduli e magari una scatola per raccogliere quelli compilati. Mi raccomando, chiedete il permesso alla scuola prima!

Quota Associativa a Zero

Ripetiamolo insieme: la quota associativa non può essere gratuita. Perché? Intanto perché è un non senso: se la quota è zero, non è una quota. In secondo luogo, in caso di controlli, l’Agenzia delle Entrate potrebbe contestarvi questa scelta come una strategia commerciale. Non esiste un minimo di legge, ma il riferimento è sempre quello del buon padre di famiglia, perciò regolatevi con il buon senso.

Fissare quote differenti

Tutti i soci devono avere le stesse regole di accesso al socio, questo significa che l’associazione è democratica. Se creiamo quote associative i soci costretti a pagare di più avranno un accesso al voto più difficile, ergo viene meno uno dei principi fondamentali dell’associazione. Non fatelo.

L’unico caso in cui possiamo accettare una differenziazione della quota associativa è quella per i soci minorenni, che in ogni caso sarebbero esclusi dal voto. In quel caso, anche per incentivare la partecipazione dei giovani potreste pensare a una differenziazione.

Un caso particolare di differenziazione è la suddivisione in rate della quota. Anche in questo caso non esiste una legge che dice il socio debba versare la quota tutta e subito. Però abbiamo visto che i soci devono avere tutti le stesse modalità di accesso al voto. Se un socio ha pagato metà quota associativa e un altro l’ha pagata intera come possono avere lo stesso diritto al voto? Oppure dobbiamo dare metà diritti al socio rateizzato? No, nuovamente non fatelo.

Avete previsto un meccanismo per la radiazione dei soci morosi?

Ricordiamo infine che la quota associativa è dovuta ANNUALMENTE e pertanto è opportuno prevedere un meccanismo per la radiazione dei soci morosi, ovvero quelli che non pagano. Se non li radiate, teoricamente dovreste considerarli parte della base associativa e convocarli all’assemblea.

Il vostro statuto prevede questo meccanismo? Non ne siete sicuri? Fatelo verificare a noi!

COS’É IL CONTRIBUTO ASSOCIATIVO?

Una volta versata la quota associativa il nuovo membro dell’associazione potrà versarvi delle somme per partecipare alle attività associative – un corso, un convegno, un torneo,… – senza che queste entrate possano essere tassate (purché siano inerenti lo scopo dell’associazione).

Quindi i contributi sono i soldi che il socio vi versa una volta che è iscritto all’associazione. Il contributo al contrario della quota può essere differenziato e rateizzato.

E IL TESSERAMENTO?

Su questo punto c’è parecchia confusione. Quando parliamo di tesseramento intendiamo l’iscrizione di un nostro socio a un altro ente, solitamente a carattere nazionale, a cui la nostra associazione è affiliata. L’esempio classico è quello delle federazioni sportive a cui le società si affiliano per partecipare ai campionati e avere le coperture assicurative.

tre concetti che vanno chiariti in merito:

  1. La tessera dell’ente non coincide necessariamente con la vostra tessera sociale. Potete avere una vostra tessera, oppure non averne nessuna e tesserare solo alcuni soci all’ente
  2. Non tutti i soci devono essere tesserati all’ente di affiliazione, tanto è vero che voi potreste essere affiliati a più enti. Pensate alle società polisportive: gli atleti del basket non devono essere tesserati alla FIGC e viceversa
  3. Potete prevedere due quote distinte: una associativa e una di tesseramento anche se è più semplice includere tutto in un’unica quota.

Quindi ricapitoliamo:

la quota associativa è annuale, uguale per tutti e dovuta da tutti i soci

i contributi sono legati all’attività che i soci svolgono e/o sostengono. Sono differenziati e non hanno una cadenza obbligatoria

il tesseramento è la quota che si versa per iscrivere i propri soci agli enti di affiliazione

Tutto chiaro?

E il vostro statuto tiene conto di queste cose? Non siete sicuri? Potete sempre farlo controllare.

Oppure, se non avete ancora uno statuto, potete assicurarvi di averne uno con tutti i crismi.