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Le domande più frequenti

Come funziona Associare.it

Aprire un’associazione non vuol dire solo compilare dei documenti: vuol dire dare una forma a un progetto. Per questo partiamo sempre da lì:  capiamo cosa volete fare oggi e dove volete arrivare nei prossimi anni e scegliamo la forma associativa che tiene insieme le due cose. Poi prepariamo l’Atto Costitutivo e lo Statuto su misura. Non servono solo a registrare l’associazione: sono pensati per non limitarvi in futuro, che si tratti di un bando, del 5×1000, di una nuova attività o di un collaboratore da retribuire.

Dopo la costituzione, se volete, restiamo al vostro fianco. Vi aiutiamo a gestire gli adempimenti man mano che si presentano: le modifiche dello statuto, l’iscrizione e gli aggiornamenti sul RUNTS, fino alle operazioni più delicate, come una fusione o uno scioglimento.

Con i nostri servizi di consulenza, poi,  vi aiutiamo a guardare avanti. Insieme potremo capire quali opportunità di crescita e di finanziamento avete davanti e come prepararvi per coglierle.

Prima della firma la bozza la rivediamo insieme. Se c’è qualcosa che non ti convince o che va adattato meglio alla vostra realtà, la sistemiamo: le revisioni prima della registrazione fanno parte del servizio. È anche il momento giusto per chiedersi cosa potrebbe servirvi più avanti, perché inserire una possibilità adesso costa molto meno che aggiungerla dopo. Se invece vuoi cambiare lo statuto dopo la registrazione, si tratta di una modifica statutaria vera e propria, che richiede un’Assemblea straordinaria e una nuova registrazione. Anche in quel caso possiamo occuparcene noi, con un preventivo dedicato.

Sì, se lo vuoi. Una volta nata, l’associazione deve stare in regola, ma deve anche crescere, e il primo anno di attività è quello in cui si gettano le basi. Con i nostri servizi di consulenza possiamo guidarti negli adempimenti e nelle scadenze e chiarire i dubbi sulla gestione. Inoltre possiamo ragionare insieme sulle nuove attività da avviare e sulle possibilità di finanziamento.
Sentirsi a cadenza regolare vi permetterà di mantenere tutto in ordine ed potrà essere il primo passo verso un rapporto di consulenza più strategico. 

Se invece ti serve un intervento specifico, come l’iscrizione al RUNTS, una modifica dello statuto, o l’assistenza per un bando, possiamo preventivarlo singolarmente.

Il compenso per la costituzione, o per la revisione dello statuto, è una tantum: copre tutto il percorso, dalla prima call fino alla registrazione dei documenti, e non c’è nessun abbonamento obbligatorio.

Aprire l’associazione, però, è solo l’inizio. Per questo, se lo desideri, dopo la costituzione puoi attivare i nostri servizi di consulenza, disponibili anche in abbonamento.

Gli interventi specifici, come l’iscrizione al RUNTS o, l’assistenza per singoli progetti, vengono sempre preventivati a parte, prima di iniziare.

Iter burocratico

Il primo passo è definire lo scopo dell’associazione e il gruppo dei soci fondatori. Successivamente si redigono atto costitutivo e statuto, che stabiliscono regole, obiettivi e funzionamento dell’associazione. Questi documenti devono poi essere registrati presso l’Agenzia delle Entrate, operazione che consente di ottenere il codice fiscale dell’associazione e di renderla ufficialmente operativa.
In base alla tipologia scelta e agli obiettivi futuri, può essere necessario anche procedere con l’iscrizione a registri, come il RUNTS (per accedere allo status di Ente del Terzo Settore), o il RASD (per le associazioni sportive).

Nella maggior parte dei casi, no. Per le “associazioni non riconosciute” (la stragrande maggioranza in Italia) è sufficiente registrare i documenti all’Agenzia delle Entrate. L’intervento del notaio è richiesto esclusivamente se si desidera richiedere il riconoscimento della “personalità giuridica”, un iter più complesso che valuteremo insieme se necessario per il tuo progetto.

Questo è un concetto su cui molto spesso si fa confusione: nel linguaggio giuridico il fatto che una associazione non sia riconosciuta non significa che non sia “buona”. Semplicemente, un’associazione riconosciuta ha la “personalità giuridica” e ciò significa che il patrimonio dell’ente è totalmente separato da quello dei fondatori (ma fare questo richiede un iter notarile e un patrimonio minimo). L’associazione non riconosciuta è più snella, semplice ed economica da avviare e nella stragrande maggioranza dei casi è la scelta migliore.

Non è un obbligo di legge per “esistere” come associazione, ma l’iscrizione ai registri diventa un passaggio obbligato se desideri diventare un Ente del Terzo Settore e usufruire dei vantaggi legati a questa tipologia associativa.  Un Ente del Terzo Settore (ETS) può accedere a bandi pubblici e privati, richiedere il 5×1000, o godere di agevolazioni fiscali importanti.

Per una ASD, invece, l’iscrizione nei registri sportivi consente di poter operare come regolarmente e di pagare in modo agevolato i propri collaboratori.

Durante la consulenza capiremo insieme se l’iscrizione è strategica per la tua associazione.

Per essere operativi, dal momento in cui ci fornisci tutte le informazioni necessarie, bastano alcuni giorni (10 giorni lavorativi mediamente), ma questo dipende anche dalla tua collaborazione: ci hai dato tutte le informazioni richieste? Hai fissato le videocall per procedere? Ci hai rispedito documenti firmati? Noi, in ogni caso, ti daremo istruzioni precise per fare in modo che tutto sia pronto nel minor tempo possibile.

Requisiti e Fondatori

Possono fondare un’associazione due o più soggetti con capacità di agire — persone fisiche, italiane o straniere, residenti in Italia o all’estero, ma anche enti — accomunati da uno scopo lecito e non lucrativo. Non servono titoli di studio né capitale minimo, né la cittadinanza o la residenza italiana. Il numero minimo di fondatori può però variare in base alla tipologia associativa.

No, per natura un’associazione è un ente collettivo e serve un gruppo di persone, fisiche o giuridiche. Il numero minimo è di 2 soci fondatori, ma è caldamente consigliato essere almeno in 3 fondatori.
Per le APS e le ODV la legge richiede un minimo di 7 soci fondatori.

Per preparare l’Atto Costitutivo e lo Statuto su misura per te ci serviranno alcune informazioni di base:
  • I dati anagrafici dei soci fondatori (nome e cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza e codice fiscale)
  • Il nome che hai scelto per l’associazione
  • L’indirizzo della sede legale
  • Una breve descrizione delle attività che volete svolgere
Non preoccuparti di dover raccogliere documenti complicati: ti forniremo un modulo semplice e guidato da compilare passo dopo passo, e valuteremo insieme ogni dettaglio durante la nostra consulenza.

I semplici soci fondatori non rispondono con il proprio patrimonio personale per i debiti dell’associazione. La responsabilità patrimoniale personale ricade esclusivamente su chi agisce in nome e per conto dell’ente (come il Presidente o i membri del Consiglio Direttivo con poteri di rappresentanza).

Documenti e Statuto

I documenti fondamentali sono due: l’Atto Costitutivo (il documento ufficiale che “fa nascere” l’associazione e indica chi l’ha fondata) e lo Statuto (le “regole del gioco” per gestire l’associazione nel tempo).
Se decidi di affidarti ad Associare.it, avrai i documenti pronti e tagliati su misura per le tue specifiche esigenze.

Lo statuto è il documento fondamentale della tua associazione. Deve contenere lo scopo dell’ente, le attività specifiche che intendete svolgere, i diritti e i doveri dei soci e le regole di funzionamento dell’Assemblea e del Direttivo. Ma può dover anche contenere molte altre cose a seconda della legge di riferimento, del tipo di associazione e degli obiettivi e dei vantaggi a cui punti. Per questo motivo lo statuto deve essere redatto con attenzione e competenza, perché un errore qui può bloccare la tua iscrizione in uno dei registri, farti perdere delle opportunità, o causare sanzioni in futuro.

APS e ODV sono Enti del Terzo Settore e si basano soprattutto sul lavoro volontario dei soci. Le APS (Associazioni di Promozione Sociale) svolgono attività di interesse generale a favore dei soci, dei loro familiari o di terzi. Le ODV (Organizzazioni di Volontariato) operano invece soprattutto a favore di terzi. Per entrambe servono almeno 7 soci fondatori. Le ASD (Associazioni Sportive Dilettantistiche) promuovono lo sport dilettantistico e devono iscriversi al Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche, affiliandosi a una federazione, una disciplina associata o un ente di promozione sportiva. In alcuni casi le forme si possono anche combinare, per esempio APS e ASD insieme. La scelta non dipende solo da quello che fate oggi: conta anche dove volete arrivare, perché ogni forma apre strade diverse in termini di agevolazioni, bandi e attività possibili. È la prima cosa che valutiamo insieme.

È una qualifica prevista dalla Riforma del Terzo Settore, che un’associazione ottiene iscrivendosi al RUNTS.  L’iscrizione permette di accedere al 5×1000, a molti bandi pubblici e privati e ad agevolazioni fiscali specifiche.

Ci sono però anche più obblighi: uno statuto conforme al Codice del Terzo Settore, bilanci secondo modelli ministeriali e il deposito degli atti sul RUNTS. Ci confronteremo per capire se questa è la scelta giusta per voi e sapere fin dall’inizio se è la strada che vi interessa, così avrete lo statuto giusto per le vostre esigenze.

Tutto si può fare, ma diciamo che è caldamente sconsigliato. I modelli generici che si trovano online sono spesso obsoleti, non aggiornati alle recenti riforme e alle circolari ministeriali o dell’Agenzia delle Entrate e non conformi alle specifiche esigenze della tua associazione. Un errore nello statuto o nell’atto costitutivo può comportare il rifiuto dell’iscrizione, sanzioni o la perdita delle agevolazioni fiscali.

Certamente. Se le esigenze della tua associazione cambiano negli anni, o se subentrano nuove normative, lo statuto può essere aggiornato convocando un’Assemblea Straordinaria dei soci. Ricordati però che l’eventuale modifica deve essere registrata, perciò dovrai mettere in conto i costi di registrazione.
Noi restiamo a disposizione anche per assisterti in queste future operazioni straordinarie.

L’associazione è ufficialmente nata! Una volta che avrai il certificato di attribuzione del Codice Fiscale, potrete aprire un conto corrente a nome dell’associazione, sottoscrivere contratti e accordi, stipulare eventuali assicurazioni e iniziare la vostra attività. Attenzione però, la tua associazione potrebbe doversi iscrivere in qualche registro per poter avere accesso a vantaggi e benefici, come accade con gli enti del terzo settore con il RUNTS. Noi ti daremo indicazioni per i tuoi primi passi operativi.

Costi

I costi vivi si dividono in due parti: le tasse per lo Stato (imposta di registro e marche da bollo, che variano se si è Enti del Terzo Settore o meno) e il compenso per il nostro servizio di assistenza per avere documenti su misura. Fin dal primo contatto ti forniremo un prospetto trasparente, senza brutte sorprese. Per conoscere i nostri pacchetti visita la pagina Prezzi o compila il questionario.

Di base, un’associazione che svolge solo attività istituzionali non ha costi fissi, se non consideriamo il tempo impiegato per gestirla (ma ehi, la bicicletta l’avete voluta voi). Possibili spese ricorrenti aggiuntive, come un commercialista o l’affitto di una sede, dipendono esclusivamente dalle attività che deciderete di avviare. 
NB. Gli enti del terzo settore che hanno volontari devono mettere in conto la spesa relativa alla assicurazione, mentre le ASD hanno la spesa di affiliazione a un ente riconosciuto dal CONI.

Ti sorprenderà, ma la risposta è… Dipende.
Dipende dalle attività che intendete svolgere. Per le attività istituzionali di base il nostro supporto iniziale vi fornisce tutte le indicazioni per procedere in autonomia. Tuttavia, se prevedete di gestire dipendenti, contratti complessi o attività commerciali continuative, è consigliabile affidarsi a un commercialista per la contabilità ordinaria, o a un consulente del lavoro per la gestione dei contratti lavorativi.

In linea di massima, le attività istituzionali, le quote versate dai soci e le raccolte fondi occasionali beneficiano di importanti agevolazioni ed esenzioni fiscali. Al contrario, se l’associazione svolge attività commerciali e apre una partita IVA, dovrà mettere in conto di avere tasse specifiche da gestire (ma anche in questo caso esistono regimi agevolati per le associazioni).

Gestione

No, l’essenza stessa dell’associazione è l’assenza dello scopo di lucro. Questo non significa che l’associazione non possa incassare denaro o avere un utile, ma che gli eventuali avanzi di gestione, o risparmi non possono mai essere divisi tra i soci. Questi soldi devono essere interamente reinvestiti, anche in progetti a lungo termine, per raggiungere gli scopi dell’associazione.
Attenzione però, l’Associazione può avere collaboratori retribuiti, o dipendenti: pagare un compenso non equivale a distribuire utili.

Non obbligatoriamente. Il Codice Fiscale è obbligatorio per tutte, mentre la Partita IVA serve solo se decidete di affiancare alle attività istituzionali anche delle attività puramente commerciali e continuative per autofinanziarvi (aprire un negozio a nome dell’Associazione, ad esempio).
Se ti affiderai a noi valuteremo insieme il tuo progetto per capire se ne avrai bisogno.

Sì, un’Associazione può retribuire chi lavora per lei, e in alcuni casi specifici può anche retribuire i propri soci. Tuttavia, bisogna rispettare normative sul lavoro molto precise e limiti imposti dalla Riforma del Terzo Settore. Il nostro team ti spiegherà come inquadrare correttamente le persone, tenendo la burocrazia fuori dalla porta.

No, non è obbligatorio fissare una quota associativa annuale: è una possibilità che l’Associazione ha, non un obbligo. Se viene stabilita la quota il suo pagamento è alla base dell’appartenenza a un’associazione. La quota non è una “donazione”, ma il contributo per partecipare alla vita associativa. Il Consiglio Direttivo stabilisce annualmente se i soci devono pagarla e l’eventuale ammontare.

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